Marty - Blog

Preparatevi a un post totalmente diverso dal solito, ma ritengo cheun blog debba vivere anche dei pareri personali dell’autore che normalmente vengono ritenuti un po’ più scomodi. Oggi volevo parlarvi di un argomento un po’ particolare, come avrete già intuito dal titolo: da cosa mai mi sarà venuta in mente un’idea simile? Non mettetevi a ridere, ma l’idea mi è venuta dopo che ho terminato di vedere una delle ultime puntate di MasterChef. Io ho visto solo l’edizione dell’anno scorso, non ho quindi tantissimi termini di confronto con quelle precedenti per poter dire se l’edizione di quest’anno sia una follia (come mi sembra) o meno.

Contate che di tv non ne guardo molta, quando lo faccio di solito tendo a fare tanto zapping e a prediligere programmi di cucina o in cui comunque ci sia da imparare qualcosa. Su Cielo, canale 26 del digitale terrestre, mandano in onda le puntate di MasterChef Australia e USA: partiamo dal presupposto che doppiate fanno abbastanza schifo, ma di tanto in tanto mi capita di guardare anche quelle. Sapete qual è la differenza principale che ho notato tra le edizioni estere e quella italiana? Che in quelle estere i concorrenti non si mancano mai di rispetto l’uno con l’altro. Nell’edizione italiana, invece si assiste a delle scene che ritengo incredibilmente vergognose e diseducative, in cui vengono a mancare i principi fondamentali del rispetto tra simili in una maniera che non potrei ritenere tollerabile neanche nella finzione. Perché è ovvio che di finzione si tratta, lo sappiamo: questi programmi non hanno mai niente al 100% di genuino, le messinscene sono all’ordine del giorno e ci sono copioni da seguire.

Ma a parte il dibattito tra finzione e realtà, quello di cui voglio parlare è il messaggio: ho visto scene imbarazzanti di persone che si rifiutano di stringere la mano ad altri, insulti dietro le spalle, sotterfugi per mettere gli altri in difficoltà (attenzione, non sto parlando della gara in sé), smorfie maleducate, doppi sensi, cattiverie.

Nelle edizioni estere ho sempre notato che i concorrenti si rispettano, si incoraggiano, non bruciano la terra intorno ai piedi di nessuno, se perdono non insultano chi li ha sconfitti e hanno un rispetto reverenziale per i giudici, consci della loro posizione di superiorità in quel contesto.

Non so, mi sono chiesta perché – in Italia – una cosa per far parlare di sé e avere successo debba sempre necessariamente far passare messaggi sbagliati e fornire modelli di comportamento che chiamare “imbarazzanti” è poco.

Ora, il mio ragionamento parte da MasterChef, ma si applica anche al mondo delle beauty blogger, di YouTube, di Instagram e di qualsiasi altro canale di comunicazione. La competizione può essere un elemento molto sano, quando porta a dei risultati concreti e costruttivi: in un reality show di cucina, chiaramente il risultato concreto è la vittoria, in ambienti più normali può essere una scadenza da portare a termine sul lavoro, un contest fatto anche banalmente su Facebook…. completate pure voi il resto della frase. Dove sto andando a parare, con questo post, insomma? Onestamente non lo so, la mia vuole essere una riflessione estemporanea, niente di più.

Vorrei sapere cosa ne pensate voi, ora. Qualcuno ha voglia di lasciarmi un commento e spiegarmi cosa ne pensa? Dai, facciamo che non ho scritto questo articolo senza capo nè coda per niente! :D

Grazie per aver letto queste righe.
Al prossimo post!
M

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