Finalmente un post di cucina, direte voi! …no, eh? Che ci vogliamo fare, la Marty di passioni ne ha tante e tra queste c’è anche lo spignattamento ai fornelli. In più la sezione di cucina del blog aveva bisogno di una rinfrescata, quindi eccoci qui.

Qualche giorno fa – a casa senza nulla da fare (agosto, ti odio) – ho pensato bene di cucinare. Cosa? La pasta fresca. Mio padre mi aveva preso la farina rimacinata di semola di grano duro, quindi mi sono rimboccata le maniche (metaforicamente parlando, dati i 40 gradi) e mi sono messa di buzzo buono per preparare la cena.

Ingredienti:

500 gr farina rimacinata di semola di grano duro

250 ml acqua

Et voilà, non serve altro. I miracoli della cucina, da due ingredienti miseri e umili ne esce una delle cose più buone del mondo. Ho scelto di non fare quella con le uova perchè personalmente a me non piace un granchè, ma ovviamente va a gusti.

Come si fa

Il procedimento è di una semplicità disarmante: metto la farina nella bowl:

poi ci aggiungo l’acqua un po’ per volta e piano piano mescolo all’interno della “fontana” centrale, prendendo dentro mano a mano la farina.

Mescolo e impasto finchè non avrò “coinvolto” tutta la farina e non avrò più polvere nella bowl.

A quel punto potrò passare alla parte divertente: passo su un tagliere di legno (molto più comodo) e inizio a impastare e a sfogare tutti i miei istinti repressi sul composto per almeno venti minuti.

Quando avrete finito vi troverete:

  • i bicipiti doloranti ma sodi
  • la rabbia verso l’uomo idiota di turno un filo – non tanto – diminuita
  • una palla liscia e lucida che vi dispiacerà rovinare, tanto che vorrete darle un nome. (La mia si chiamava Charlie).

Dite "ciao" a Charlie.

A questo punto Charlie, ehm, la palla, andrà coperta con un panno e lasciata riposare per almeno un quarto d’ora.

Charlie gioca a nascondino

Una volta passati i 15/20 minuti, sarà il momento di estrarre lo strumento malefico, ovvero… la Nonna Papera. La mia ha un’età imprecisata, non so bene di chi fosse. Però riluce talmente tanto da aver fatto venire male la foto. No, vabè, quello è colpa mia.

Sullo sfondo vedete Charlie: salutatela perchè è l’ultima volta che la vedete.

Mi armo di pazienza e con piccole porzioni alla volta, inizio a passare la pasta direttamente nel rullo che serve a fare le tagliatelle: questo perchè a me la pasta piace spessa e consistente, ma se avessi voluto farla più sottile prima avrei dovuto passare la porzioncina di impasto nel rullo liscio e poi in quello “da tagliatelle”.

Ed ecco il risultato, due bei vassoi di pasta pronta per la cena:

L’ho lasciata seccare sotto il ventilatore per tutto il pomeriggio e alla sera era pronta da cuocere.

Cottura

Ho usato la base di uno di quei pentolozzi per la cottura a vapore, così lo spazio di movimento della pasta nell’acqua era di più e il rischio che si attaccasse era di meno.

L’ho fatta cuocere in acqua bollente salata indicativamente una decina di minuti, ma se fosse stata più sottile credo che 5 minuti sarebbero stati sufficienti.

L’ho scolata e condita in due varianti: ragù di carne e ragù di pesce! Una delizia! *__*

Eeee buon appetito! :)

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