Attenzione, questo sarà un post molto lungo e denso di contenuti: se non avete voglia di leggerlo, passate oltre. :D
Io vi ho avvisate!

Cominciamo.

Nei giorni scorsi mi sono fatta una tinta in casa: ormai sono abituata, me la faccio da sola da 6 o 7 anni, sono andata dalla parrucchiera solo la prima volta. Di solito faccio il riflessante, o comunque uso tinte senza ammoniaca (ne ho fatte anche con, ma non ho trovato grandi differenze per ora): a quasi 26 anni ho la fortuna di non avere neanche un singolo capello bianco, mentre noto che tantissime mie coetanee ne hanno parecchi. Ho fatto anche un periodo in cui mi ripetevo affannosamente che la tinta erano soldi buttati e che finchè non ne avevo bisogno davvero potevo farne a meno. Inutile. La soddisfazione di vedere il colore cambiare, i capelli prendere una fisionomia diversa e un’omogeneità di colore era troppa, quindi ho ripreso. Insomma, mi è venuto lo sghiribizzo di farvi un post dedicato, perchè mi è capitato di sentirmi chiedere “ma come fai?” o “ma come l’hai scelta?”.

Quindi partiamo con una serie di considerazioni.

Prime cose da sapere quando si inizia a considerare l’idea di farsi una tinta in casa:

  1. Prima di tutto andate al supermercato, o in profumeria, o dovunque andate di solito e approfittatene per fare un giro ricognitivo: guardate quali ci sono in commercio, quali vi ispirano di più e magari anche se c’è qualche offerta (ma mi raccomando, non prendetene una a caso solo “perché costa poco”!). Armatevi di bloc notes (o di cellulare) e segnatevi i nomi: a casa, davanti al pc, con calma, documentatevi. Internet e blog servono anche per questo: la gente prova prodotti e condivide esperienze e opinioni, quindi leggetele e sfruttatele.
  2. Tornate al supermercato con il vostro nuovo bagaglio informativo e preparatevi a scegliere la vostra tinta: se è la prima che fate vanno tenute a mente due cose fondamentali: a) fatela non permanente, senza ammoniaca e b) state rigorosamente su un colore simile al vostro, possibilmente più scuro. Farlo più chiaro è pericoloso: o non si vede proprio (nella migliore delle ipotesi) o vi sfalsa il colore facendo assumere ai capelli delle sfumature sconosciute alla decenza.

Una volta decisa e acquistata la tinta, apritela e leggete oooogni singola righettina del foglietto illustrativo. Ebbene, a volte le aziende esagerano con eventuali effetti collaterali, ma sappiate che le possibilità di morire facendosi una tinta sono infinitesimali. Oddio, guardando bene una tizia inglese è morta facendola giusto qualche mese fa, ma questa è un’altra storia. Tutto ciò per portare a un punto altrettanto fondamentale (lo scriverò pure in maiuscolo): FATE IL TEST ANTIALLERGICO PRIMA DI PROCEDERE ALLA TINTA VERA E PROPRIA. Dietro l’orecchio, sul polso, dove vi pare: non è mai troppa, la prudenza, specie se soffrite di qualche allergia (nickel & co): credetemi che nel caso in cui vi scatenasse davvero una reazione allergica, non sarebbe piacevole. Quindi prendetevi il vostro tempo e comprovate che è innocua.

Quali sono le migliori?

Dunque: l’alternativa più sana per il capello forse è l’hennè, che è naturale e senz’altro meno aggressivo, ma per quello secondo me bisogna avere coraggio e abilità. Io non mi sono ancora azzardata.

Personalmente mi trovo bene con L’Oreal e Garnier: ne ho provate di vari tipi e categorie e non ho mai riscontrato problemi, nè di allergie nè di colori sfalsati o simili. Ecco i due nomi principali tra quelli che ho provato:

  1. Quella che ho usato più spesso è senz’altro la Casting Creme Gloss di L’Oreal. Ha una gran gamma di sfumature e la colorazione è intensa e duratura. Non secca i capelli.
  2. Quella di cui vi parlerò nel prossimo articolo, invece, altrettanto buona è la HerbaShine di Garnier!

Per questo post direi che potrei finirla qui e rimandarvi alla prossima parte, in cui parlerò del come fare la tinta, con accorgimenti e consigli. :)

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