Affrontiamo un argomento spinoso a cui purtroppo si sta dando attenzione solo recentemente. Pure io ammetto di essere la prima a non averci mai dato un grande peso, ma bisognerebbe davvero cambiare atteggiamento. Il problema in questione è la presenza di piombo all’interno di alcuni prodotti cosmetici. Ora, non credo di servire io per dirvi che il piombo messo a contatto con la pelle non fa affatto bene, no?

Lungi da me creare falsi allarmismi, ma riporto pari pari quanto trovato su un sito:

Il piombo figura al 2° posto nella lista delle sostanze pericolose indicate dall’ ATSDR (Agency for Toxic Substances and Disease Registry) nel 1999. La nocività di questo metallo è nota da molto tempo, specie nelle sue manifestazioni acute (colica saturnina). Tuttavia recentemente, come è accaduto per numerosi altri agenti inquinanti, la dose considerata critica è stata notevolmente abbassata. Fino a circa trent’anni fa, l’avvelenamento cronico da piombo era definito dalla presenza di una dose superiore a 80µg/dl nel sangue, mentre attualmente viene considerata ‘alta’ una dose di Pb di 30 µg/dl e potenzialmente nocive, specie nello sviluppo, quantità uguali o superiori a 10µg/dl (0.1ppm).
Assorbito essenzialmente attraverso la respirazione e la nutrizione, il piombo non viene metabolizzato, ma per larga parte escreto, mentre il resto (circa 20%) si distribuisce nei tessuti e in particolare:

* nel sangue, ove circola quasi esclusivamente negli eritrociti
* nei tessuti minerali (ossa e denti), ove si accumula
* nei tessuti molli (reni, midollo osseo, fegato e cervello)

E qui mi fermo, se desiderate saperne di più guardate qui:

Questo, invece, il comunicato stampa relativo alla scoperta:

In riferimento alle critiche che il gruppo Campaign for Safe Cosmetics ha avanzato ai risultati dello studio indipendente condotto dalla Food and Drug Administration che negli Stati Uniti ha evidenziato la presenza di tracce di piombo in 400 varietà di rossetti, Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, desidera rassicurare i consumatori italiani sulla sicurezza dei rossetti in commercio in Italia.

L’Unione Europea, e quindi anche l’Italia, vieta attraverso la Direttiva Cosmetici l’utilizzo di piombo quale ingrediente nei rossetti e in tutti i prodotti cosmetici. L’uso degli ingredienti presenti nei cosmetici è regolato da rigide norme sia nazionali che comunitarie (in particolare dalla Direttiva Cosmetici 76/768/CEE e successive modifiche) e i prodotti cosmetici sono soggetti ad analisi scientifiche e stretti controlli di sicurezza prima della loro immissione sul mercato.

L’eventuale presenza di tracce minime e accidentali in questi prodotti, come quelle rilevate in Usa, non rappresenta alcun pericolo per la salute dei consumatori. Il piombo è un elemento naturale comune che si può trovare ovunque nell’ambiente, ma non è aggiunto ai cosmetici intenzionalmente. I consumatori sono quotidianamente esposti al piombo ogni volta che mangiano, bevono acqua e respirano aria. La quantità media di piombo alla quale una donna potrebbe essere esposta usando cosmetici, come ad esempio i rossetti, è 1.000 volte inferiore rispetto alla quantità con cui verrebbe in contatto mangiando, respirando e bevendo acqua.

La stessa Fda fa sapere che le tracce rilevate in vari cicli di test, fra cui quello relativo all’ultima ricerca, non costituiscono un rischio per la salute in quanto “non si tratta di prodotti destinati all’ingestione”, ma di cosmetici “a uso topico, ingeriti in quantità molto più piccole”.

È stato pubblicato anche l’elenco integrale dei rossetti incriminati: non se ne salva una marca che sia una. Io dal canto mio non ho ancora avuto il coraggio di passarli tutti e controllare se nel mio parco cosmetici ne figuri almeno uno, ma prima o poi lo dovrò fare. Pensavo persino di stamparmi l’elenco e tenermelo in borsa in caso mi venisse voglia di comprarmi un rossetto, così posso controllare.

L’elenco potete trovarlo qui.

Di sicuro dopo questo comunicato ho imparato che l’INCI dei cosmetici non è così secondario come credevo.

 

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